Accumulazione
Chiara Pradel (TU Delft - Situated Architecture)
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Abstract
La parola “accumulazione”, dal latino accumulatio -onis, significa letteralmente raccolta, accatastamento, affastellamento di mate¬riale. In particolare, in geologia, il termine fa riferimento al pro¬cesso incessante di formazione di cumuli di detriti ad opera di agenti terrestri esterni. In ambito letterario l’accumulazione è una figura retorica, ovvero una metatassi che nasce dal mettere insieme una serie di termini, pensieri, immagini, stati d’animo – anche inconsci – accostati tra loro sia in modo ordinato e pro-gressivo, che in modo caotico, destrutturante. Vengono in mente, in ordine sparso, le accumulazioni lessicali di Petrarca, gli eccessi descrittivi di Rabelais, i monologhi di Joyce, le sequenze imma¬ginifiche dell’Ariosto. Quest’ultimo, in particolare, utilizza ardite accumulazioni di termini per trasmettere ritmicamente, oltre che semanticamente, un effetto di straniamento e per trascinare così il lettore in una foresta (sia immaginaria che verbale) di spa¬zi amplificati che si annodano e si aggrovigliano su loro stessi.